venerdì 22 marzo 2013

Take Shelter


Titolo originale: Take Shelter
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Jeff Nichols
Cast: Michael Shannon, Jessica Chastain
Genere: drammatico


Avete presente quando siete convinti di vedere cose che gli altri non vedono?

Quando le vostre convinzioni sulla realtà che vi circonda vi portano ad alienarvi da tutto e da tutti?

Quando avete il presentimento che stia per accadere qualcosa di brutto?

"Mmm, ho un brutto presentimento..."

No eh? Allora forse vuol dire che sto diventando pazzo e di certo questo film non aiuta, ora vi spiego il perché…

Curtis LaForche è un uomo tranquillo che vive in una tranquilla cittadina-tipo americana con la moglie Samantha e la figlia Hannah, sorda dalla nascita. La famiglia gode di grande ammirazione e rispetto da tutta la piccola comunità e conduce una vita modesta (Curtis è un operaio e Samantha una sarta part-time). Non mancano delle difficoltà, soprattutto economiche (i soldi per l’assistenza sanitaria della figlia…), ciò nonostante sono una famiglia unita e vivono una vita serena.

Un giorno, Curtis inizia ad avere degli incubi terribili in cui si trova ad assistere a violenti temporali e tornadi che incombono minacciosamente verso il suo paese. Curtis diventa sempre più ossessionato da queste visioni apocalittiche, fino ad arrivare a costruire un rifugio anti-tornado nel suo cortile per proteggere la sua famiglia dalla catastrofe in arrivo. Il suo comportamento  diventa un problema nelle sue relazioni con gli altri e il suo terrore si impossessa progressivamente della sua mente, fino al punto in cui Curtis comincia a chiedersi se sia più giusto proteggere la sua famiglia dalla tempesta imminente o da se stesso.

Da bravo blogger (?), mi sono informato e ho trovato la traduzione di “Take Shelter”. L’espressione ha un doppio significato: “mettersi al riparo” e “ricoverarsi”, non potevano trovare un titolo migliore per questa pellicola.

Davvero una gran bella scoperta questo “Take Shelter”, film del 2011 che in quanto a qualità si eleva rispetto alla media dei film che vengono proiettati nelle nostre multisale (guarda caso, da noi è passato inosservato, proiettato per due giorni, in una saletta lurida di 20 posti, senza neanche le poltroncine comode).

Il film ci accompagna lentamente verso la degradazione mentale del protagonista che si fa sempre più radicale, portando a conseguenze negative in tutti gli aspetti della sua vita: con la famiglia, il lavoro e gli amici.

La straordinaria interpretazione di Michael Shannon mette in risalto tutto il conflitto interiore del protagonista. Infatti, le scene più toccanti sono quelle dove Curtis cerca di “combattere” contro le sue visioni per fare in modo che non prendano il sopravvento. Egli riconosce che ha un problema ma fa fatica ad ammettere il fatto che le sue premonizioni, le sue sensazioni non sono reali. Come se in fondo fosse convinto che stia davvero per succedere una catastrofe.

In effetti, non ha una faccia rassicurante...

Il film è particolarmente incentrato sulla famiglia e i rapporti al suo interno che vengono lentamente messi alla prova dalla follia sempre più crescente del protagonista. Per non parlare degli abitanti del tranquillo e “normale” paese, chiusi nella loro mediocrità e indifferenza e che sembrano non provare un minimo di compassione per Curtis.

Inoltre, per tutta la durata della pellicola, viene alimentato il dubbio che le premonizioni del protagonista possano essere effettivamente reali, contrariamente a quanto tutti credono. Infatti, nonostante si abbiano tutte le buone ragioni per ritenere Curtis un pazzo (la madre di Curtis e la sua malattia come cause principali, ad esempio) si insinua sempre il sospetto che niente è come sembra.

Gli effetti speciali sono abbastanza “semplici” ma efficaci nel rappresentare le allucinazioni del protagonista, insomma, mai banali o fini a loro stessi. Inoltre, le sequenze dedicate alle allucinazioni e ai sogni premonitori, per il modo in cui sono messe in scena, sembrano annullare la distanza tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Per essere chiari, non si tratta proprio di un horror, non cerca lo spavento e “l’effettone” a tutti i costi, ma riesce a creare un atmosfera inquietante e angosciante. La tensione aumenta, man mano che la vicenda si sviluppa, e anche se lo sviluppo è lento la curiosità cresce sempre di più.

Interessante riflessione sulla follia, su come nasce e si sviluppa nella nostra mente fino alle più estreme conseguenze.

Inoltre, il film fa riflettere anche sulla paranoia crescente del popolo americano, sempre dominato dalla paura che qualcosa di catastrofico possa stravolgere le loro vite; insomma c’è gente che con la paura ha vinto delle elezioni  (vero George W.?). Il film gioca sulla convinzione dominante che il male venga da fuori quando in realtà si annida dentro le nostre case…

Sì, si trova anche dentro casa tua! E in questo momento E' DIETRO DI TE!!!

Un’altra chiave di lettura del film può essere quella della crisi economica attuale, dove la paura è quella di perdere tutto ciò che si ha di più caro e si ha la sensazione di vivere in una situazione di precarietà.

In conclusione, un film molto bello, con una grande prova recitativa dei due attori protagonisti, che tratta delle tematiche serie in modo interessante ed originale e con un finale stupendo.


Voto: 8 ½

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