giovedì 19 dicembre 2013

Consigli emicranei per il Cinema: Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug



Titolo originale: The Hobbit: Desolation of Smaug
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Peter Jackson
Cast: Martin Freeman, Ian MecKellen, Richard Armitage, Luke Evans, Evangeline Lilly, Orlando Bloom.
Genere: Fantasy, Avventura

Io non capisco cosa mi stia succedendo.

Non so più recensire film?
Sto diventando un vecchio rompipalle lamentoso su tutto?

Se avete messo Mi Piace alla pagina di Facebook, sapete che questo film l'ho visto VENERDI'; siamo a lunedì (attualmente) e ancora sono qui, inchiodato a questa scrivania, con una valanga di cose da scrivere che hanno creato un tappo fra cervello e tastiera.

Volevo fare una recensione in tempo reale, ma niente, occasione sfumata.

Com'è possibile che il vostro fido Blogger di quartiere si sia incartato su quello che per molti rappresenta il "Film più atteso dell'anno"?

Che poi io Lo Hobbit lo attendo da tipo 16 anni, ma sono dettagli.

Ok, facciamo così, riutilizziamo lo stesso metodo che usai nella recensione del primo film, così magari riesco a mettere un po' di ordine nel testone.

Cosa si salva

Cosa vi aspettate da un film di Peter Jackson? Beh, esattamente quello che c'è in tutti i film presi dai romanzi di Tolkien. Ambientazioni, costumi, azione e ed effetti speciali fantastici ci sono. Ok.

Poi si vede Smaug.

No Spoiler

Smaug, doppiato da Luca Ward fra l'altro, è proprio da sburro.
Notiamo poi un progresso del personaggio di Bilbo, non più lo Hobbit timido e pavido del primo film, ma più scaltro e meno temerario. Anche se è facile quando hai un anello che ti rende invisibile!

Insomma, tecnicamente questo è il proseguimento della storia, nulla di più e nulla di meno. Lineare proprio!

Cosa non va

Purtroppo in questa pellicola ci sono stati tanti, troppi, elementi che, per quanto trascurabili possano essere, mi hanno fatto fare qualche smorfia.

Esempi?

Beh, prima di tutto, il ritmo: la storia inizia con ritmi acceleratissimi, quasi già in un crescendo rossiniano.

Poi? Un calo netto, quasi drastico. La causa? Un espediente che nel libro non c'era, Made By Peter Jackson, ovvero il personaggio di Tauriel. Non vi dico altro, chi ha visto/vedrà, capirà.
Poi (per fortuna) i ritmi ritornano a stabilizzarsi.

Gnocca quanto vuoi, ma su Lo Hobbit non si scherza!

Che poi, un personaggio inesistente messo dal regista, ci può anche stare, se messo con logica. Non a caso, anche se nel romanzo non c'è, nella pellicola troviamo Legolas: ma prima che gridiate allo scandalo, vorrei ricordare che Thranduil, re degli Elfi Silvani, è suo padre. Quindi potrebbe essere giustissimo il fatto che Orlando Legolas sia lì in mezzo.

Ma torniamo a Tauriel: lei è una soldatessa elfica che incontra il gruppo di Thorin; nulla di trascendentale, anche perchè non influisce drasticamente sulla trama originale.

Ma secondo me (complottista mode ON) questa donna è stata messa al più per attirare il pubblico femminile, vuoi per motivi economici o per questioni biologiche, (tipo far accoppiare esseri di sesso femminile con nerd fanatici di nani) a noi non è dato sapere.

Magari sono puntiglioso io, ma perchè un personaggio inesistente deve far rallentare il ritmo? Si poteva benissimo lasciar maggior spazio ad altri personaggi come Behorn per esempio, o tenere meglio botta nel cammino nel Bosco Atro.

Un'altra cosa che mi ha fatto imbestialire è stato forse un frame di qualche secondo:  in un film del genere, dove la qualità e la definizione la fanno da padrone, in due scene c'è un abbassamento di risoluzione che mi ha quasi spaventato. Motivo? Utilizzo di una...GoPro, alias, "videocamera che usano i paracadutisti o gli sciatori", tutto per mostrare il punto di vista dei nani in una situazione.

La domanda è...Perchè?

E Poi c'è il finale.

Quel finale dove sta per succedere di tutto e lo schermo diventa nero, il suono si perde nella sala e tu sei lì, fermo, col desiderio che il tuo amico di fianco sia in realtà un nano e che fuori al parcheggio del cinema ci sia un cavallo per intraprendere un'avventura.

Lo scazzo è proprio questo, attendere un anno per vedere la fine.

Sto iniziando a perdere la pazienza....


Signori che dire?

Per un film così tanto atteso, forse io sono stato un po' deluso. In settimana se posso lo andrò a rivedere, magari in 3D, giusto perchè a Natale siamo tutti più fessi. Mi rendo conto che forse io sono troppo pretenzioso ma su film del genere non ci si può accontentare.

Posso solo sperare che il Terzo Capitolo, che uscirà il 17 Dicembre 2014, sia il gran finale. Solo lì potremmo effettivamente giudicare questa saga: vedendo il tutto nel suo insieme, potremmo avere una visione chiara e precisa di questo omaggio cinematografico del piccolo capolavoro nato nella mente di Tolkien.

Concludo con: questo film è veramente bello sotto certi punti di vista, ma alcuni elementi lo fanno scendere di un punto o due rispetto a Un Viaggio Inaspettato.

Voto: 6.9

Lo so che sembra strano ma non è troppo "brutto" per essere sotto il 7 ma neanche un 7 pieno.

mercoledì 11 dicembre 2013

World War z

Dal libro omonimo di Max Broox.... non c'è nulla se non il titolo




Titolo originale: World War Z
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Marc Forster
Cast: Brad Pitt, Mireille Enos
Genere: Thriller






Ditemi cosa avete capito... Niente!

C'è un'epidemia? Non c'è? Di che si tratta? Quelle voci da dove vengono? Avete visto anche voi Piero Angela nelle scene alla Super Quark? No?

E dopo queste bellissime scene di introduzione, credo sia il caso di darvi un'infarinatura dal principio, sennò qui non se ne viene più a capo.

Partiamo da un punto solido: World War Z è un libro di Max Brooks (figlio del regista Mel, ) in cui un giornalista trascrive delle interviste fatte a personaggi immaginari che avrebbero vissuto questa enorme "guerra" (avvenuta 12 anni prima) contro gli zombi, in prima persona. Dottori, soldati, funzionari statali e civili provenienti da qualsiasi parte del mondo sono i protagonisti dell'opera, senza un filone narrativo preciso. Se non avete letto il libro, immaginatevi una sorta di mega raccolta di interviste, in cui è interessante notare una "realtà sociopolitica e culturale"che Brooks ha studiato per rendere plausibili e convincenti le tattiche di guerriglia militari e le reazioni delle varie popolazioni del mondo. (wikipedia docet).

Come potete facilmente immaginare, fare un film con questa "non trama" è piuttosto difficile, se non impossibile: quindi alè, mettiamo da parte tutti i retroscena particolari che avrebbero portato questa pellicola nell'olimpo del genere zombie (secondo me) e facciamoci un film con Brad Pitt con la sciarpina hipster.

E quindi cosa rimane? Un film che non definirei per niente Horror, ma piuttosto un Thriller con tanta azione e la giusta quantità di adrenalina. Nulla di più e nulla di meno.

Ci sono un po' di scene sia jump scare, sia lente che lavorano sul ramo psicologico, dosate nel modo giusto; gli zombie in questo film sono veloci, aggressivi, cattivissimi e che per attaccare gli umani fanno addirittura dei salti stile Tarzan Re Delle Scimmie.

Tipo

Giusto per farvi un paragone, gli zombie di "L'alba dei morti viventi" sono dei teneri agnellini in confronto a queste bestie.

La cosa che ho trovato divertente e abbastanza "plausibile" è il fatto che il virus si espanda molto velocemente con scene apocalittiche di migliaia di zombie che corrono attaccando chiunque capiti loro fra i, ehm, denti.

E questi sono stati i due grandi aspetti che mi sono particolarmente piaciuti.

Poi purtroppo...

Ovviamente non si possono certamente fare tutte le cose per bene: d'altro canto, già dalle prime scene non avevamo assolutamente nulla di chiaro nella testa. Infatti all'inizio vediamo la classica famiglia da sogno americano tutta felice che mangia il puncake. Poi, dopo tipo 5 minuti, inizia il finimondo, con il tasso di esplosioni di auto e case aumentato del 74%. 

Cioè, che cazzo di senso ha? Come mai NESSUNO si accorge del casino che sta per venire fuori, al punto che dopo 10 minuti sei in pericolo di vita?

Poi il regista è stato magnanimo a incentrare la maggior parte del film su Brad, non mostrandomi più le sue due cazzo di bambine che ho odiato fin da subito; ringrazio inoltre (sarcasticamente parlando) la sceneggiatura che mi aiuta a fare un riassuntino in modo veloce ed efficace del film per questa recensione, perchè un film lungo più di due ore lo posso sintetizzare in questi punti:
  • L'OMS è praticamente gestita da idioti trogloditi
  • Brad Pitt è un portasfiga coi controfiocchi
  • La Natura è principalmente una bomba di malattie e di cattiveria allo stato puro, quindi da combattere e possibilmente da distruggere

Beccati questo Natura!

Ci sono inoltre dei buchi di trama ed errori di sceneggiatura abbastanza plateali: come la scena dell'aereo, in cui si vede clamorosamente che il pilota fa cadere il fucile perchè ALLA TRAMA serviva che nessuno fosse armato sull'aereo.

Gli zombie qui sono visti come un esercito da sconfiggere e non si usa uno sfondo apocalittico, ma di una realtà in atto e in continuo cambiamento. Le azioni di guerra sono abbastanza belle, anche se a volte (soprattutto all'inizio) si viene incontro a un'esagerazione di esplosoni che obiettivamente non hanno senso



Sempre la stessa storia: tu corri per le strade e d'un tratto, un'auto esplode

Verso la fine, tra le altre cose, il ritmo passa da "Spero che il protagonista ammazzi un sacco di Zombie" a "Spero che non ammazzi i miei testicoli", facendo perdere un sacco di punti alla pellicola: lento, lentissimo, al punto che puoi scandire tranquillamente Pierfrancesco Favino quando lo riconosci senza che accada qualcosa di interessante.



E poi si dice che nei film horror l'Italia non conta un cazzo

Voto: 6 con citrosodina per il bruciore di stomaco!

sabato 7 dicembre 2013

(ri)torno al presente

Buon giorno a tutti i cari amici telespettatori!

Come va la vita?
La vita vi sorride?
Vi sentite meglio con Vitasnella?
State combattendo i radicali liberi?
State stringendo amicizia con persone con il colore della pelle diverso dal vostro (cit.)?
Sperate anche voi che si ripresentino le mezze stagioni?

Va bè, tanto non mi potete rispondere, quindi, a parte riempire un pò di righe, che senso ha tutto questo? In realtà un senso c'è, infatti con questo post voglio dire a tutti che SONO ANCORA VIVO!!!
E' solo che non lo do a vedere!

In questo periodo la mia vita è completamente cambiata. Innanzitutto, non mi taglio più i capelli da Luglio, questo per dirvi quanto sono stato impegnato (di certo, non quanto sono stato pigro).

Per di più, oggi le cose non vanno molto bene, anche perchè è sabato sera e io sono qui con la febbre!

Non era proprio questa la febbre di cui parlavo! (per questa devo ringraziare la mia musa ispiratrice!)

In conclusione, volevo cogliere l'occasione per dirvi che non vi lascerò mai!! Anzi, per tutti coloro che mettono "mi piace" al nostro blog io risponderò con un sincero e gratificante sorriso!!

Ok, scherzi a parte, io non mollo e ho ancora in cantiere tanti progetti per voi!
E poi, dai, è solo da Agosto che non scrivo più niente! Cosa volete che siano 4 mesi rispetto alla storia dell'Universo?? Cosa siamo noi uomini in confronto ai fenomeni dell'Universo?? Le supernove! La nascita di nuove galassie!! Lo Strudel!!

Bene, ora che mi sono liberato vi devo lasciare, la Tachipirina mi aspetta!

Rimanete connessi e "non incrociate i flussi" (cit.)

giovedì 28 novembre 2013

Consigli un po' Antani per il Cinema: Thor, The Dark World



Titolo originale: Thor - The Dark World
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Adam Taylor
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgard
Genere: Fantasy, Azione Fumettosa


L'ultimo film Marvel con cui ci siamo lasciati è stato Iron Man 3.

I brividi scorrono ancora lungo la schiena eh?

Sì, vi capisco benissimo: quel film mi ha fatto perdere tanta fiducia come la potrebbe perdere un cattolico creazionista vedendo i resti di Lucy nel viaggio di famiglia in Etiopia.

Ma, come il sergente Mazzarri dice, guardiamo partita per partita, alla fine tireremo le somme.

Ricordatevi bene queste parole, che riprenderemo alla fine. Grazie.

Dunque. Thor: The Dark World

Eravamo rimasti, in Avenger, con il Dio del Tuono che rientra ad Asgard col fratellastro Loki in manette. Qui riprendiamo nel punto in cui il grande Odino condanna all'esilio il Dio dell' Inganno e affida a Thor il compito di ordinare i 9 regni che non sono stati raggiungibili dagli Asgardiani per colpa della rottura del Bifrost.

Ma dobbiamo fare un passo indetro: infatti nei primi minuti del film veniamo a conoscenza di una vecchia storia. Il nonno di Thor (Bor) combattè contro i crudeli Elfi Oscuri capitanati da Malekith i quali avevano deliri di onnipotenza; il loro obiettivo era conquistare una "sostanza Oscura" di nome Aether dotata di un grandissimo potere. L'esercito di Asgard sconfisse i malvagi ma Malekith riuscì a salvarsi e giurò vendetta.
Bor, ritenendo l' Aether impossibile da distruggere, la nascose in un mondo buio e dimenticato, in modo tale da non poter essere trovata.

Quando però il richiamo di questa sostanza sarà troppo forte, Thor dovrà combattere contro un male superiore e sconosciuto per difendere la Terra e il popolo di Asgard da solo.

Esatto, un elfo particolarmente oscuro

Da premessa, Thor non è più quel Dio spavaldo e arrogante del primo film; egli infatti è maturato, così come viene considerato dal padre come un dio nuovo, affidabile e sicuro.
Loki sarà anch'egli presente nella pellicola e sarà interessante notare che il film analizzerà il suo personaggio un po' più a fondo rispetto al primo e ad Avenger.

Le ambientazioni sono fantastiche e i costumi dei personaggi sono tanta roba.

Ok; purtroppo queste sono le poche note positive di quello che è stato un film che non ha del tutto soddisfatto.

Perchè? Beh, in primis questa trama (che in sè non è del tutto male, anzi) è, haimè, stata sviluppata malissimo. Motivi? I toni.

Ebbene sì, citando la frase di Doc Manhattan :

"C’è questo fatto che i film Marvel uscitici dai Marvel Studios sono ormai delle pellicole di Bollywood, giusto un po’ più corte. C’è la scena di ridere, poi il drammone risolto in due secondi, poi un’altra scena di ridere, poi un altro drammone risolto in mezzo secondo, poi gente che limona e il finale col botto. Mancano solo i tipi che scendono in piazza e ballano senza motivo, ma si corre forte il rischio di arrivarci presto."

Elfi "mimi" oscuri; venghino siori, venghino!

Ed ecco che ritornano gli spettri Disneyani di Iron Man 3: quelle cazzo di gag messe lì a caso, che a volte ci stanno, che a volte sono da farti alzare, andare a prendere un aereo a Malpensa con un volo low cost, andare in America e massacrare di botte il regista. Che poi, se cerchi su Internet scopri che certe gag non sono state scritte per mano del regista, ma dalla Marvel. Scusa Taylor, colpa mia.


Ovvio però non si giustifica il fatto che ormai questi film siamo tutt'al più delle robe leggere quasi infantili. E io sono stufo.

Perchè, come ho già detto, sono cresciuto con questi fumetti; è anche grazie a loro che sono quello che sono ora. I fumetti hanno sempre un messaggio positivo, che motivo c'è di forzare questo concetto?


Quando ci sono scene di combattimento, non c'è un minimo di sangue: ci sono spade, lance magiche, duelli corpo a corpo e non si vede nulla. Ma dico io, vi sembra normale una roba del genere?


E poi, ogni volta che si tratta di questi super eroi, subito si fanno confronti con Nolan. Vi prego, BASTA!


Qui mi sa molto di uvavolpismo estremo: Nolan per alcuni è stato pesante? Beh, io preferisco 1000 volte un film di quello stile che certe stronzate propinate per fare da morale e per dare "buon esempio".


Se a questi "ragazzini" a cui è stato indirizzato il film fa schifo il sangue, o qualche parolaccia o un po' di violenza, beh, imparino a crescere o che aspettino qualche anno e lascino la sala del cinema libera a noi più barbuti, grazie.


Anche perchè ho seriamente paura che la mia adorata Natalie Portman finisca come Miley Cirus



Ecco la cantante che lecca  Mjöllnir, in uno spin off sempre Made In Disney


Quindi? Consiglio Antanti... o meglio, fate quel cavolo che volete: io l'ho visto in 3D al Sabato e me ne sono pentito, e il portafoglio è leggero.

Ci sono buonissimi spunti che tutto sommato meritano di essere visti, magari se andate in settimana spendete di meno e vi divertite di più.

Sì, c'è la scena finale che MERITA (giusto per mettere in dubbio le vostre idee già confuse da questa recensione!). 

Voto: 5 tendente al 6, con un retrogusto da 4 con scappellamento a destra per due.

lunedì 25 novembre 2013

SchermoNews - Gossip News

Buona sera a tutti, qui è SchermoNews, la testata giornalistica sul cinema indipendente del web.

Qui è Luro che vi parla.

Ovvio no? Chi sennò?

Immagino qualcuno di voi abbia intuito che questo blog non navigava in acque troppo tranquille negli ultimi mesi.

MESI.

Porca miseria.

Beh, diciamo che certe cose non fanno piacere: per esempio quando non hai la più pallida idea di cosa fare nella tua vita, con lo spettro del dubbio sulla tua scelta universitaria che sempre appollaiato sulle tue spalle.

Poi il tuo collaboratore ti abbandona in tronco, senza spiegazioni, senza farsi sentire; non mi sarei aspettato un distacco così netto, soprattutto di punto in bianco. Almeno non è scappato in un paese straniero con tutti i soldi e con un transessuale platinato.

Però, sarà per orgoglio personale, sarà che ormai ho assorbito e digerito il colpo, direi che possiamo tirare una riga e andare nuovamente avanti.
D'altro canto, ricordiamo che qualcuno ha abbandonato Tom Hanks in mezzo al mare senza avere alcun tipo di rimorso, facendo piangere il povero sventurato e facendolo addirittura passare per lo stronzo di turno.


Wilson: ti troverò, ah se ti troverò!


Per cui, insomma, diciamo che questo non è stato proprio un periodo d'oro per questo blogger che sta scrivendo e che si sta facendo crescere la barba; non avevo nessun tipo di ispirazione, neanche con la visione di un film nuovo che mi fosse piaciuto

Mi dispiace; so che il blog ha perso tante persone, mi scuso pubblicamente.

Ora posso solo dirvi che tenere il blog da solo non sarà facilissimo; è vero che lavoro al pc e sono un fanatico in generale, ma purtroppo il cinema non è il mio ramo lavorativo, è un hobby che mi occupa minor tempo di altro!

Sto dicendo che il blog chiude?

Assolutamente no! Rimango, il blog è mio, arriveranno recensioni nuove, magari non con scadenza precisa (almeno per i prossimi giorni) ma appena prenderò ritmo, non mi fermerà più niente e nessuno.

A meno di qualche sequel di Spider Man.

Da una camera di uno studente in crisi

Linea alla regia

venerdì 1 novembre 2013

Pausa

Luro non è morto... Si sta solo prendendo una breve pausa! Tornerà attivo presto!

Vi chiedo umilmente scusa, ma ho le batterie da ricaricare.

Un abbraccio

mercoledì 9 ottobre 2013

Scheda di un Personaggio + Recensione: Man In Black 3

Introduzione

Ho sempre avuto un rapporto di amore/odio verso i sequel: la curiosità e il fascino della storia che continua e la paura disarmante che il proseguimento di essa sia una stronzata.

Non potete biasimarmi

A volte un sequel è una forzatura, un qualcosa di inutile che fa perdere credibilità agli attori, al regista e al Cinema in generale perchè il messaggio che vuol dare non è più quello in seno alla pellicola, piuttosto quello del menefreghismo estremo dettato solo dalla voglia di denaro sfruttando un film che per molti è significato "qualcosa" di personale e unico.


No ma arriviamo anche al 6 che tanto la Crisi la vivono solo i metalmeccanici


Scheda di un Personaggio: Man In Black

Prima di arrivare al punto focale di questo post, devo fare un piccolo passo indietro! Vi parlo dei MIB

Men In Black; quanti ricordi! Il primo film, nel lontano 1997 mi sembrava qualcosa di fenomenale; idea originalissima, in cui un giovane Will Smith e un Tommy Lee Jones in gran forma lavoravano insieme in quella che sarebbe diventata l'organizzazione segreta più famosa del mondo (il che, voglio dire, credo sia piuttosto complicato come mestiere).


Il loro compito? Controllare le attività aliene sulla Terra. Infatti fra noi vivono alieni camuffati da esseri umani che svolgono la loro vita come chiunque altro

Se ci penso bene, è stata anche la prima volta in cui ho visto alieni non buoni o cattivi, ma esseri "normali" che devono essere ligi alle leggi della Terra (e i MIB fanno in modo che accada). Insomma, un approccio innovativo e vincente! 


Un'ottima descrizione la da Tommy Lee Jones (Agente K) alla nuova recluta J (Will Smith) su chi sia un uomo in nero, evitandoci fraintendimenti a sfondo razziale:


« Vestirai solamente con abiti approvati dai servizi speciali MIB, ti conformerai all'identità che ti daremo, mangerai dove ti sarà indicato, vivrai dove ti sarà indicato, d'ora in poi non avrai segni di identificazione di alcun genere, non attirerai mai l'attenzione, la tua immagine è plasmata in modo da non lasciare ricordi duraturi nelle persone che incontri. Sei qualcosa di vago, identificabile soltanto come un dejà vu, e cancellato altrettanto rapidamente. Tu non esisti, non sei mai nato, l'anonimato è il tuo nome, il silenzio la tua lingua madre. Tu non fai più parte del sistema, tu sei al di là del sistema, sei al di sopra di esso, sei oltre. Noi siamo quelli, siamo loro, siamo gli uomini in nero, Men in Black! » -Wikipedia-

I MIB hanno in dotazione delle armi supertecnologiche, e quando un alieno si manifesta al pubblico, oppure accade una sparatoria all'ora di punta, utilizzano un neuralizzatore, ovvero un aggeggio che, puntato contro la gente che vede il tutto, è in grado di cancellarne la memoria a breve termine, facendo così dimenticare ciò che è stato appena visto.


Cheese Cheese madafacka
Il primo film fu un successo incredibile, vincendo un Oscar "Miglior Trucco" e detenendo il primato della Miglior Commedia Fantascientifica a livello commerciale (primato ancora confermato adesso).

Se nel primo film conosciamo i MIB e la loro organizzazione, nel secondo i nostri due agenti preferiti devono affrontare un altro nemico (non vi spoilero); se ci pensiamo, nel primo seguiamo i due MIB che lavorano su un caso. Nel secondo, il cattivo cambia, la storia cambia ma il background rimane!

Noioso? No, perchè vengono fuori dettagli sempre nuovi, come le armi, le battute, le scene e così via. Certo, il successo non è stato pari al primo, ma il fatto che sia stata usata la testa per compierlo, direi che per me è stato un ottimo lavoro.

Ed è qui che ho pensato: "Dai, ok, complimenti. Ti è andata bene una volta, direi che possiamo mettere la parola FINE al tutto"

E invece...




Titolo originale: Men In Black 3
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Barry Sonnenfeld
Cast: Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin
Genere: Fantascienza, Commedia





Oddio! Perchè? Ti è andata bene una volta, ti è andata bene due volte! Per l'amor dei tuoi fan, non rovinare tutto quello che è stato costruito con buona volontà e impegno!

Sapete cosa feci quando vidi la locandina? Non andai al cinema a guardarlo! Mi mancò il coraggio, fu più forte di me. E' per questo che ve lo cuccate ora anzichè vederlo come Consigli Per Il Cinema.

Un mio amico mi prestò il DVD ed essendo io al 90% ancora bloccato in casa (la caviglia a pezzi, ricordate?) non avevo più scuse per tirarmi indietro; accesi il lettore, mi misi comodo lo guardai e...

La storia inizia con Boris l'Animale che scappa da una prigione situata sulla Luna e urla vendetta contro K.

I due nostri agenti preferiti, J e, appunto, K, sono di routine e, giunti in un ristorante cinese, fortuitamente si imbattono in Boris. Dopo una scena lunga di sparatorie con raggi laser, combattimento e noodles, il cattivone scappa ma promette la morte di K.

Il giorno dopo J si sveglia con un forte mal di testa e con una voglia di latte e cioccolato; telefona a K ma lui non risponde; al lavoro nessuno sa chi sia K e perchè J chieda di lui.

Che ci sia un legame che lega tutte queste cose? Dov'è K? Chi è quel criminale galattico?

Ed ecco che ritorna lo schema narrativo: stessi personaggi, trama e caso diversi.


Però, oltre la trama in sè, abbiamo un escamotage per sostituire un Toomy Lee Jones più vicino ai 70 che ai 60 (non proprio il massimo per un film d'azione...); il protagonista in questo film è al 90% Will Smith, che dovrà farsi avanti nella storia con aiuto di personaggi bizzarri e alieni strampalati.



Chissà se il casco è obbligatorio per mezzi come quello

Commerciale? Forse un po'; sicuramente si capisce che le idee (tericamente) possono essere infinite per film come questi: però il tempo passa per tutti, attori compresi.

Noi però a loro vogliamo bene; loro lo sanno e si impegnano, e per questo li ringrazio. Così ringrazio MIB3 per avermi strappato qualche risata ricordandomi che ho sia il primo che il secondo nei cassetti, che potrebbero essere rivisti.


Tecnicamente parlando il film è roba proprio tranquilla: le scene divertenti e i dialoghi paradossali che hanno distinto MIB da qualsiasi altro film di fantascienza non mancano, su questo sono stati fedeli. Ma è proprio una roba easy, forse merita la medaglia di bronzo per l'impegno, senza badare a tutto il resto (trama, attori ecc..)

Adesso però è anche il momento di salutarci; il cicli hanno inizio e fine, anche se vorremmo che non finissero mai, ma dobbiamo guardare in faccia alla realtà. Ritengo comunque questo film positivo e lo consiglio agli amanti del genere, e tranquillizzo i fan più sfegatati della saga. Le miei paure sono state infondate ma un piccolo dispiacere rimane: la consapevolezza che certi film siano del tutto conclusi senza poter andare ancora più a fondo nella storia. Ciò è sempre una tegola al cuore per me.



Voto: 6
"A voi questo blog piace tantissimo e avete appena letto una recensione fantastica"

giovedì 26 settembre 2013

Consigli ignoranti per il Cinema: Come ti spaccio la famiglia


Titolo originale: We're the Millers
Paese: USA
Anno: 2013
Regia:  Rawson Thuber
Cast: Jennifer Aniston, Jason Sudeikis, Emma Roberts, Will Poulter
Genere:  Commedia demenziale


La serata era già partita male: tre amici, uno con la stampella, 3 tessere dell' UCI in tasca e tanta voglia di fare i cazzoni.

E con questa mentalità sono andato a vedere Come ti spaccio la famiglia, commedia demenziale americana del 2013 di R.Thuber.

Il protagonista della storia è David, uno spacciatore di marijuana trentenne che lavora tranquillo e pacato nel suo giro di conoscenze per conto del boss Brad Gurdliger (tra l'altro, suo amico dei tempi del college). David è un solitario maleducato, egoista e opportunista; il massimo della socialità consiste nel salutare il ragazzo del primo piano Kenny e a sfanculare la tanto detestata vicina di casa Rose.

Un giorno però viene rapinato da una band di teppisti e decide di riferire tutto al boss che gli vuole dare un'opportunità per ripagare il debito: andare in Messico e attraversare il confine con una partita di erba purissima.

Totalmente spaventato per questa missione, ha un'illuminazione: "crearsi" una famiglia per attraversare il confine senza dare troppo nell'occhio! Per cui chiederà a Rose, Kenny e a Casey (amica del ragazzo e scappata di casa) di fingere di essere i "Millers", famigliola americana in vacanza per il Messico.

Beh ragazzi, come da titolo, questo è il classico film comico stupidissimo e pieno di gag che hanno dell'assurdo: non aspettatevi niente di più.

Gli ingredienti ci sono tutti: volgarità, sesso, droga e un po' di violenza.

Eppure tutti questi ingredienti che porterebbero a un filmaccio sono stati dosati con cura e quindi il treno della trama non deraglia fuori dai binari del buonsenso (questa frase non so da dove l'abbia tirata fuori...) creando così il giusto effetto fra scene normali e scene divertenti.

E poi c'è Jennifer Aniston...



Non so se mi spiego

Se fosse mia mamma non piangerei alla notizia della mia adozione


Quella MILF  che magari usa forse 4 espressioni facciali ma che se ci pensi bene in un film del genere puoi anche perdonarla.
Quella che forse non è definita come una gnocca spaziale ma ha "quel qualcosa in più" che fa ingrifare!

Tempesta ormonale a parte, tutti gli attori vestono i panni dei loro personaggi con naturalezza (forse si sono divertiti più loro sul set che noi in sala) e i ritmi variano dalla battuta normale alle scene di "pazzia pura", per cui è anche difficile annoiarsi.

Tra l'altro, non ci sono grosse forzature di trama che creano incongruenze o scene senza senso: parliamoci chiaro, questo genere non è proprio apprezzato da tutti, visto che comunque è una commedia fine a se stessa; eppure secondo me merita di essere vista, soprattutto con gli amici nelle serate in cui la voglia di divertirsi e cazzeggiare in compagnia la fanno da padrone, perchè a mio modo di vedere, è una spanna sopra a tutti i suoi "fratelli di genere": un esempio pratico può essere il paragone con Comic Movie che è uscito contemporaneamente.


Concludo dicendo che Come ti spaccio la famiglia è un filmetto easy e abbastanza piacevole da guardare con i vostri amici invasati, le risate non mancheranno!

Voto: 6+

giovedì 12 settembre 2013

Monster University



Titolo originale: Monster University
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Dan Scanlon
Cast: Billy Crystal, John Goodman, Steve Buscemi, Joel Murray
Genere:  Animazione

Ci risiamo.
Ecco un film che non è più nei consigli del cinema ma che è uscito da poco; lo avevo visto tempo fa ma poi, che ci volete fare, uno pensa di essere una promessa del calcio italiano, si spacca la caviglia e buona notte.

Fastidiosi contrattempi

Aggiungiamo che il Gonzo è diventato un fancazzista galattico, ed ecco come mai il blog naviga in acque troppo tranquille.

Ad ogni modo, mi impegnerò il doppio io, ora che gli esami stanno per concludersi; ed proprio parlando dell'università che oggi recensisco Monster University, cartone animato prequel di Monster &Co (2001) della Walt Dinsey in collaborazione con la Pixar.

In questa pellicola, Mike Wazowsky entra nella Facoltà di Spaventologia della prestigiosa università Monster: il suo obiettivo? Diventare uno spaventatore!


Per chi non abbia visto il primo film, uno spaventatore è il mostro che per lavoro si nasconde nell'armadio dei bambini e quando è notte li spaventa, facendoli urlare: l'urlo viene "confezionato" e convertito in energia per il mondo parallelo dei mostri.




Se fosse veramente così facile...

Mike è uno studente modello, diligente, volenteroso, instancabile; di tutt'altra pasta invece è James P. Sullivan, figlio di una famiglia di spaventatori famosa, il quale passa tutto il tempo a cazzeggiare senza studiare nulla: infatti per lui lo spavento è un qualcosa di naturale, spontaneo, non una materia che si studia!

Il film va avanti con questo scontro di personalità fino a che non ci dovrà essere un confronto vero e proprio; come si fa ad essere un buon spaventatore? Chi sarà quello meritevole fra i due?

Allora gente, io avevo 11 anni quando uscì il primo film; dopo dodici anni, ecco che esce questo e io sto andando all'università.


Coincidenze? Non credo proprio!


Sono abbastanza convinto che l'idea base dei produttori sia stata quella di fare un cartone per ragazzi grandi o, per dirla meglio, per i bambini/ragazzini che nel 2001 guardarono Monster & Co. e che ora sono cresciuti e scoprono il mondo universitario.


D'altro canto, anche se la struttura universitaria americana è diversissima dalla nostra, troviamo un sacco di elementi simili: non avete anche voi il classico compagno cazzaro che va a feste, non studia nulla ma riesce comunque a passare? Avete presente quella situazione in cui tutto sembra così difficile nonostante voi stiate dando il massimo? Non avete anche voi la bibliotecaria rompicoglioni che se ti vede bisbigliare ti fulmina con lo sguardo?


Oltre all'immedesimazione, un altro elemento che ho ritenuto interessante (ma non immediato) è stato il messaggio finale, che sotto un certo punto di vista è un po' troppo positivo e stereotipato da poter attuare; ma viviamo in un periodo di crisi sociale&economica, per cui un po' di positivismo non fa male a nessuno!


"Ok", mi direte "ma mi dici quale cavolo è questo messaggio?"


Non potrei essere troppo diretto per via del fatto che ci sarebbe uno spoiler bello grande: diciamo che in questo messaggio ci sono parole come amicizia, speranza e resistenza a tutte quelle cose brutte della vita.


Però ecco, non pensiate che questo sia un mattone!


Anzi, il cartone in sè fila via liscio ed è pieno di gag. Facciamo che tutto quello che ho scritto ora vale forse per gli ultimi 15 minuti di pellicola; il resto è puro intrattenimento, con mostri stupidi e (alcune) battute esilaranti per un cartone.



Come non volergli bene?


Insomma, un film d'animazione per piccini e grandi, ideale per staccare il cervello ma è comunque interessante anche per tutti coloro che hanno vissuto/stanno vivendo la vita universitaria.

Voto: 7½ 

mercoledì 28 agosto 2013

Consigli (tardivi) per il Cinema - Now You See Me - I Maghi Della Truffa



Titolo originale: Now You See Me
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Louis Lererrier
Cast: Jesse Eisenberg, Isla Fisher, Woody  Harrelson, Dave Franco, Morgan Freeman
Genere:  Azione, 


Geniale, veramente da premi Nobel, far uscire un film così nella seconda metà di Luglio.

Sul serio, in confronto Rommel era uno sfigato rispetto a questi strateghi del botteghino; mi è venuto un nervoso addosso una volta uscito dalla sala che non vi dico.

Piuttosto, il vostro Luro deve solo chiedere scusa se non è riuscito a recensirvi questo film in tempi umani.

Partiamo dunque subito con la trama!

Le prime scene introducono agli spettatori i protagonisti del film: un illusionista, un' escapista, un prestigiatore e un mentalista; essi vivono e si guadagnano il pane grazie alle loro abilità fino a quando non ricevono una carta di "tarocchi" con sopra un indirizzo; lo raggiungono e scoprono "delle cose"..

Un anno dopo li ritroviamo a lavorare tutti insieme in un grande teatro a Las Vegas e veniamo a sapere che sono stati ingaggiati da un famoso magnate americano per mostrare al mondo le loro straordinarie doti tramite un vero e proprio tour: eppure loro non sono solo semplici maghi con l'asso nella manica, poichè hanno in mente un piano che è qualcosa di più di un semplice numero di magia...


Signori: mettere questa recensione in "consigli per il cinema" potrebbe essere una presa per il culo per i sopracitati motivi; ma, per l'amore della pace, se avete l'occasione, andate a guardarlo!

I motivi? Beh, ve li illustro tutti:
  • Il Cast: tutti gli attori riescono a entrare nei panni dei loro personaggi con una naturalezza quasi sconvolgente, dal team maghesco Eisenberg / Fisher / Harrelson / Franco, fino a Mark "Hulk" Raffalo e Michael "Alfred" Caine. Il mio preferito è, senza troppe sorprese Woody Harrelson, che interpreta un mentalista  spaccone e un pochino egocentrico ma sicuramente con una grande carica carismatica (inoltre lo rivediamo insieme ad Eisenberg come in Zombieland)
Quest'uomo ha l'innata capacità di sembrare un figo con qualsiasi cappello indossi
  • La Trama: ottima sceneggiatura e ottimo il ritmo; non l'ho mai trovato noioso o scontato neppure nelle scene in cui non c'è l'azione e teniamo inoltre in considerazione i tanti colpi di scena che tengono sempre vivo l'interesse dello spettatore. Divertente anche quando si cerca di trovare la spiegazione logica per i trucchi dei protagonisti
  • Ci colleghiamo qui con i dialoghi: letteralmente io pendevo dalle labbra dei protagonisti per cercare di ottenere le informazioni per risolvere i loro enigmi e ho trovato fantastiche le sfuriate dell'agente Rhodes!
  • Fotografia, scenografia e musiche: buonissimo lavoro anche per questi elementi che abbiamo visto, sono sempre l'ago della bilancia. Qui tutti promossi

Insomma, sicuramente bisognerà ancora aspettare per dei nuovi colossal e capolavori cinematografici, me ne rendo perfettamente conto; ormai l'industria del cinema si basa quasi interamente sul guadagno e sull'apparenza al punto tale, secondo me, che i messaggi e i contenuti abbiano ora un peso veramente misero, come se un regista non riesca più fare il suo lavoro originario (a volte non sono neanche capaci di essere fedeli ai fumetti, fate voi...).

Questo però non giustifica disdegnare pellicole originali e un po' diverse dal solito: oltre all'apparenza, cari miei, c'è dell'altro! Basta andare un po' più a fondo, come nei giochi di magia, dove si guarda una cosa ma la vera magia è altrove!

Questa frizzante pellicola è consigliata dunque a tutti voi: leggera al punto giusto, divertente e simpatica e fatta con la testa... Ottimo omaggio a film come Ocean's Eleven o La Stangata (primo film recensito nel blog)

Voto: 7½

Ps: Sì, il titolo italiano è stato tradotto da cani ed è uscito in un periodo da cani...che dire: evviva!

mercoledì 21 agosto 2013

La Madre



Titolo originale: Mama
Paese: Spagna, USA
Anno: 2013
Regia: Andres Muschietti
Cast: Jessica Chastain, Nikolaj Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse
Genere:  Drammatico, Horror

Questo film mi sta facendo palesemente incazzare.

Non perchè sia un obbrobrio, non perchè sia un capolavoro, semplicemente mi sta rendendo la recensione difficile!

Saranno le poche idee che ho in testa? Sarà il salto fra "oggi non faccio un cazzo" a "se ieri avessi studiato oggi non mi ritrovei nella cacca", che mi da sempre un brivido lungo la schiena?

Incominciamo con la trama valà, che magari riesco a concludere il post tutto di un fiato.

La nostra storia comincia con un omicidio: un uomo, Jeffrey, uccide la moglie per un motivo che non sappiamo (forse una rompicoglioni?)  e scappa da casa con le sue figliolette, Victoria e Lilly.
Mentre guida non si ricorda che è inverno e, scannando troppo con l'auto, finisce in un fosso a causa del ghiaccio sull'asfalto; con l'auto fuori uso, i tre si incamminano in un bosco ed entrano in una baita abbandonata.

Jeffrey, affranto dai sensi di colpa, decide di farla finita e carica la sua pistola per fare un headshot alla più grande delle due, Victoria; ma un "qualcosa" lo afferra e lo uccide.
La Vicky è senza occhialetti per cui non capisce cosa stia succedendo, l'altra è troppo piccola che può ancora permettersi di cagarsi addosso senza che le si possa dire qualcosa.

Le bambine rimangono sole per 5 lunghi anni, fino a quando non vengono ritrovate dallo zio Luke che le prende in custodia: dovranno affrontare una terapia per ritornare nel mondo umano, ma ogni volta che hanno paura o non sanno cosa fare, guardano le pareti e i loro occhi si illuminano.

Cosa c'è nei muri? Come ha fatto una nanerottola di 5 anni e una ancora più piccola a sopravvivere da sole in un bosco? Luke e la compagna Annabel sono al sicuro nell'avere le piccole in casa?

La storia in sè è piuttosto banale; i colpi di scena sono pochini, e come horror non ha nulla di nuovo: tecnica jump-scare usata con dosaggio e non ci sono scene sanguinolente.

Infatti questo è un film che punta molto sulla tensione: d'altro canto, io ho sempre sostenuto che nei film, nel 90% delle volte siano i bambini ad essere più spaventosi di certi mostri.

No ma è giusto un esempio eh...

Le due attrici riescono a calarsi nei loro personaggi con maestria e naturalezza: non vi dovete aspettare chissà cosa ma ditemi voi se non ve la fareste sotto nell'avere per casa due bambine cresciute allo stato selvaggio che parlano con i muri e che ghignano quando vi guardano; il tutto mentre in casa si sentono rumori strani.

Insomma, molti hanno definito questo film come horror: secondo il mio parere, non si tratta di un horror vero e proprio. Certo, abbiamo scene che ti fanno saltare sulla sedia e che ti mettono un po' ansia, ma il fatto è che il regista riesce a farci guardare con gli occhi della fidanzata di Luke (Annabel), la vera protagonista della storia, che, al contrario di Luke, non conosce le bambine, non è legata a loro e soprattutto, non conosce la loro storia. Infatti all'inizio è quella meno felice ad averle in casa, mentre Luke essendo zio, le ama con tutto il cuore.

Infatti, è un effetto psicologico che è stato ben sfruttato: le ambientazioni, la scenografia e il recitare hanno fatto tutto il resto.

Basti pensare alla zia che lotta per la custodia delle bimbe, la quale ho scambiato per il mostro per i primi 10 minuti dopo averla vista

La classica zia che tutti amano

Si nota poi l'influenza di Del Toro (produttore del film) per gli effetti speciali e per i dettagli che sono simili a molti suoi film, uno fra tutti "Il Labirinto Del Fauno": il parallelismo fra mondo reale e mondo fantastico, con elementi naturali che prendono vita sono alcuni esempi.

Tra l'altro, secondo me, si può notare che all'inizio il film parta come horror di suspance nudo e crudo, con tutti i suoi canoni e fine a sé stesso, per poi, piano piano, raggiungere una carica molto più drammatica, dando risalto all'animo umano e la fine della pellicola è proprio l'esplosione di questo dramma; giuro che ai titoli di coda ho pensato: "potrebbe essere una fiaba underground moderna".

D'altro canto la vita mi ha insegnato che il Male in sé nasce sempre da qualcosa, e quindi bisogna sempre indagare più a fondo per scoprirne le radici e curarlo, no? Ecco, La Madre è proprio questo, una ricerca di un male che non ha avuto modo di dire la sua.

In conclusione: La Madre è un film nondeltuttohorror che non fa particolarmente paura, salvo un paio di scene da jump-scare ma nulla di più: c'è da dire che, pur non avendo nessuna innovazione tecnica, la recitazione e la sceneggiatura riescono comunque a dare risalto a una trama non del tutto scontata.

Voto: 6+